Incastonata nella parte nord-orientale dell’antica Caria, vicino al villaggio di Derebağ (Mesevle) nel distretto di Kavaklıdere della moderna Muğla, si trova Hyllarima, una città dell’entroterra le cui origini risalgono a leggende e antiche mitologie. Il nome dell’insediamento compare nelle fonti greche antiche come Hyllarima, che si pensa derivi dall’epiteto della divinità locale Zeus Hyllos. Secondo le credenze tradizionali e la tradizione locale, Hyllos potrebbe essere stato originariamente un dio anatolico nativo che si fuse con Zeus attraverso il sincretismo. Simili fusioni divine nella regione, come Zeus Panamaros a Panamara o Zeus Labraundos a Labraunda, servono da esempi classici di come le divinità locali siano state adattate e rinominate all’interno del pantheon greco.
Le radici storiche e leggendarie della comunità potrebbero risalire fino al II millennio a.C. se Wallarima è effettivamente una forma antica di Hyllarima. Ciò suggerisce che l’insediamento esistesse già nel XIV secolo a.C. durante l’Età del Bronzo, dotando la regione di un passato mitico profondo e stratificato. Secondo lo storico Diodoro Siculo, il toponimo altrimenti sconosciuto Kaprima è considerato una forma corrotta di Hyllarima, che segna il sito in cui Eupolemo fu sconfitto da Tolomeo. Tali spostamenti linguistici corrispondono alle alterazioni ben documentate dei suoni iniziali nei toponimi cari, aggiungendo un’aura di mistero geografico alla zona.
Sebbene la sua storia politica rimanga oscura prima del periodo ellenistico, la più antica iscrizione nota proveniente dalle vicinanze mostra che la città riconobbe la conquista di Alessandro Magno, datando la sua creazione nel regno di Filippo. Poiché Filippo III Arrideo era solo un re nominale, Hyllarima era probabilmente sotto il controllo di Asandro, il satrapo di Caria fin dalla spartizione di Babilonia. Successivamente, Antigono I conquistò la Caria e il dinasta Pleistarco governò Hyllarima negli anni 290 a.C., fortificando la cima della collina. Le iscrizioni dell’epoca di Pleistarco dimostrano che Hyllarima aveva adottato le istituzioni di una polis greca, guidata da un arconte. Caduta in seguito sotto il controllo seleucide, divenne infine parte della Perea rodia dopo il Trattato di Apamea prima di essere assorbita nell’Asia romana.
Hyllarima non era solo un insediamento politico, ma anche un importante centro religioso che governava una serie di santuari rurali. Il più notevole tra questi era il santuario dedicato a Zeus Hyllos, che indica le pratiche religiose distintive e i culti locali della regione. La città mantenne la sua importanza religiosa per tutto il periodo romano, come dimostra una dedica del II secolo d.C. che paragona l’imperatore Antonino Pio a Zeus Hyllos. A seguito della sua conversione al cristianesimo, Hyllarima divenne la sede di un vescovato nell’antichità, e oggi perdura come sede titolare all’interno della Chiesa cattolica romana. Le fonti antiche registrano anche che Ierocle, un atleta che in seguito divenne filosofo, era originario di questa città.
Le indagini archeologiche hanno rivelato l’evoluzione fisica dell’insediamento nel corso dei secoli. Gli scavi indicano che a un certo punto del IV secolo a.C., la comunità si trasferì da un insediamento fortificato sulla cima di una collina presso l’odierna Asarcıktepe a un altro vicino insediamento fortificato sulla cima di una collina presso l’odierna Kapraklar. Tali spostamenti, tipicamente guidati da sconvolgimenti politici, crescita demografica o mutevoli strategie di difesa, offrono indizi tangibili sulla storia turbolenta della comunità. Gli scavi nel sito sono stati avviati nel 1997 da un team congiunto franco-turco guidato da Pierre Debord e Ender Varinlioğlu, e i loro risultati sono stati pubblicati nel 2018.
Oggi, i visitatori che incontrano le rovine possono ancora osservare il teatro principale costruito nel II e I secolo a.C., che suggerisce un picco di popolazione di circa 1500 persone. L’agorà della città conserva strutture risalenti al periodo classico, ellenistico e romano. Inoltre, Hyllarima è celebrata come il sito tipo per una variante dell’alfabeto cario, avendo restituito circa 30 iscrizioni. Tra queste, un elenco iscritto dei ‘sacerdoti degli dèi di Hyllarima’ fornisce prove linguistiche inestimabili, permettendo alla voce di questa antica e leggendaria comunità caria di echeggiare fino ai giorni nostri.
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