Situata nell’Anatolia sud-occidentale, vicino al villaggio di Kızılcakuyu, 12 km a nord-ovest di Milas (l’antica Mylasa) nella provincia di Muğla, Euromos si erge come uno degli insediamenti antichi più enigmatici della Caria. Costruita ai piedi del monte Grium, che corre parallelo al monte Latmo, le origini della città sono tradizionalmente attribuite dalla leggenda a Euromos, figlio di Idris, un cario. Secondo questi racconti leggendari, l’insediamento prese forma sotto la sua guida nell’VIII secolo a.C. e fu noto con vari nomi nel corso del tempo, tra cui Kyromus, Hyromus, Europus, Eunomus e Philippi.
I documenti storici menzionano per la prima volta Euromos nel V secolo a.C., quando era membro della Lega Delio-Attica e pagava tributi. Durante l’epoca seleucida apparteneva alla Lega Crisaoria e, in seguito alle conquiste di Alessandro Magno, la città sarebbe passata tra i monarchi macedoni, egiziani e siriani. Tra il 201 e il 196 a.C., cadde sotto il dominio di Filippo V di Macedonia, periodo durante il quale subì estese ristrutturazioni che coinvolsero il tempio, l’agorà, il teatro, le terme e le mura cittadine, adottando temporaneamente il nome di Philippoi in riferimento alla città della Macedonia orientale.
Intrecciando storia e leggenda, il monumento più magnifico della città è senza dubbio il Tempio di Zeus Lepsynos. Situato tra Milas e il lago Bafa, questo tempio risale al regno dell’imperatore Adriano ed è stato costruito su un santuario precedente le cui origini risalgono almeno al VI secolo a.C. Sopravvissuto attraverso i secoli, il tempio rimane uno dei templi classici meglio conservati in Turchia, affascinando i visitatori con la sua straordinaria integrità architettonica.
Il segreto più affascinante del tempio risiede nelle tre colonne sui suoi fianchi meridionale e sud-occidentale, che non sono mai state scanalate. Secondo le interpretazioni archeologiche e storiche, queste colonne incompiute servono come prova che il tempio non fu mai completamente ultimato. La maggior parte delle colonne in piedi reca iscrizioni in onore dei cittadini che ne commissionarono la costruzione. Durante gli scavi nel luglio 2021, gli archeologi hanno scoperto due antiche statue di marmo e un’iscrizione speciale nel sito del tempio.
Servendo come cuore civico dell’antica città, l’agorà si trova a est della moderna autostrada Milas-Selimiye e rimane facilmente visibile dalla strada. Estendendosi su una pianta quasi quadrata di circa 95 per 83 metri, l’agorà è circondata da portici su tutti e quattro i lati. All’angolo nord-occidentale del portico occidentale, un pilastro a forma di cuore reca un decreto civico datato intorno al 150 a.C., scritto in onore di Callistene, figlio di Polykhares.
Posizionato sul pendio occidentale dell’insediamento, l’antico teatro fu fondato intorno alla metà del III secolo a.C. con le sue fondamenta scavate direttamente nella roccia viva. Riflettendo la tipica architettura di un teatro ellenistico, possedeva una capacità di posti a sedere stimata di circa 2000 spettatori, illustrando la vibrante vita culturale dell’antica comunità. Accanto al teatro, le tombe rupestri carie scoperte nelle vicinanze offrono ulteriori approfondimenti sulle tradizioni di sepoltura degli abitanti locali.
Dal XVIII secolo in poi, viaggiatori e ricercatori europei in visita alla regione della Caria hanno documentato le rovine di Euromos, lasciando dietro di sé preziosi diari e incisioni del tempio. Questi resoconti storici servono come registrazioni cruciali delle precedenti condizioni moderne del sito. Oggi, con le sue strutture parzialmente in piedi e i continui sforzi di restauro per sollevare le colonne cadute, Euromos continua a unire l’antica mitologia e la realtà archeologica come un santuario a cielo aperto.
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